SPETTACOLO
IL DIARIO DI ANNE FRANK


Come si può raccontare la Shoah a dei ragazzi nel 2026 senza cadere nel già visto? Il 29 gennaio scorso, la nostra scuola ha ospitato la compagnia "Educattori-Il teatro a scuola" per una rappresentazione molto particolare de Il diario di Annelies Marie Frank, dimenticate i toni solenni e puramente tragici a cui siamo abituati: lo spettacolo è stato proposto in una chiave ironica che ha sorpreso tutti, lasciandoci, alla fine, un nodo in gola ancora più stretto.
L'ironia usata dagli attori non era una mancanza di rispetto, ma uno strumento potente: ci ha fatto ridere delle piccole assurdità della convivenza forzata, rendendo la successiva tragedia ancora più reale e dolorosa. Vedere Anne che scherza e sogna il futuro, sapendo ciò che le sarebbe successo, ha reso la sua figura incredibilmente vicina ai nostri cuori.
L'evento, tenutosi il 27 gennaio, ha dimostrato che la memoria non deve essere solo una ricorrenza polverosa da celebrare sui libri. Gli Educattori hanno saputo trasformare il palco in uno specchio. Vedere lo spettacolo che parlava del padre di Anne, Otto Frank, che provava a far pubblicare il diario della figlia ci ha permesso di capire meglio cosa le è stato rubato: non solo la vita, ma la possibilità di continuare a vivere, crescere con i suoi amici. Questa è stata l'opinione raccolta tra i corridoi dopo lo spettacolo, a conferma che il teatro, quando parla linguaggio dei ragazzi, riesce a colpire nel segno, crediamo che momenti come questo siano fondamentali. Non siamo stati solo spettatori passivi, ma testimoni di un messaggio importante: la memoria si coltiva restando umani, empatici e capaci di sorridere anche nelle tenebre, proprio come faceva Anne con la sua penna in mano. Un ringraziamento speciale va alla scuola per averci offerto questa opportunità di riflessione diversa dal solito. Ora sta a noi non chiudere quel diario per continuare a scriverne le pagine ogni giorno, con le nostre scelte.
Articolo di Tommaso C.
