
L'ERASMUS TI CAMBIA LA VITA!
Tra le pagine di questo numero trova spazio anche la testimonianza di Giulia Palumbo, che ci accompagna nel racconto della sua esperienza Erasmus+. Attraverso il suo diario di bordo scopriamo emozioni, incontri e momenti di crescita che hanno reso questa avventura unica e indimenticabile. Un viaggio fatto di nuove amicizie, scoperte e opportunità che racconta, attraverso gli occhi di una studentessa, il valore dell'apertura al mondo e del confronto con altre culture.
Non riesco ancora a crederci: a soli 13 anni posso dire di essere stata in Francia e in Germania. Tutto ciò grazie a un meraviglioso programma scolastico: l'Erasmus+.
Non è stato semplice decidere di partecipare, perché nel periodo all'estero si soggiorna a casa di persone che non si conoscono e delle cui abitudini si sa poco.
Invece, i miei compagni e io, in entrambe le occasioni, ci siamo subito tranquillizzati. L'accoglienza ricevuta è stata calorosa e gli occhi pieni di tenerezza delle famiglie ci hanno rassicurati fin dal primo momento.
Abbiamo visitato luoghi come la Tour Eiffel, il museo del Louvre, gli Champs-Élysées e il centro storico di Lille; mentre in Germania abbiamo ammirato il museo di Picasso, il museo del Sale, il museo dei legionari romani e visitato cittadine caratteristiche come Münster, Paderborn e Geseke.
Sia nella scuola francese sia in quella tedesca hanno organizzato un'accoglienza davvero entusiasmante: attività artistiche, orienteering con GPS per farci scoprire il territorio, balli tradizionali per conoscere il loro folklore; siamo stati persino legionari romani per un giorno. Insomma, abbiamo trascorso settimane impegnative ma emozionanti.

Sicuramente ci rimarrà impresso il legame con la famiglia che ci ha accolti e con i ragazzi partner, soprattutto in Germania, dove l'intesa creata è stata meravigliosa, tra scherzi, risate e giochi. Inoltre, abbiamo imparato stili di vita differenti. Mentre in Francia le abitudini erano quasi simili alle nostre, in Germania abbiamo notato alcune differenze: il pranzo si consumava tra le 11 e le 12 e verso le 18 si faceva solo uno spuntino leggero; alle 21 quasi tutti erano già a letto.
I genitori tedeschi sono stati molto simpatici, anche se abbiamo dialogato soprattutto la sera al ritorno dalle attività; con quelli francesi, invece, siamo andati a fare la spesa, abbiamo cucinato insieme e partecipato anche a feste di famiglia.
Non parliamo, poi, dei saluti finali: tutti in lacrime per la gioia e per la nostalgia.
Ma l'Erasmus non finisce qui! A marzo 2026, i ragazzi di Geseke che ci avevano accolto sono venuti in Italia e sono stati attesi e coccolati dalle nostre famiglie.
Siamo stati tutti indaffarati per rendere il loro soggiorno il più ospitale, divertente e caloroso possibile.
Qui hanno visitato la Reggia di Caserta, Napoli, il museo Mucirama di Piedimonte, le mura romane, il criptoportico, l'anfiteatro e il museo di Alife. Inoltre, nella Scuola secondaria di primo grado di Alife sono state organizzate numerose attività per accoglierli e farli sentire a casa: giochi sportivi per rompere il ghiaccio, canti, balli e attività digitali.
È stato emozionante vedere come i nostri partner tedeschi intrecciassero felicemente le loro vite con le nostre, apprezzando il cibo, le attività organizzate e il calore delle famiglie.
Sono stati giorni indimenticabili che ci hanno permesso di migliorare le nostre competenze linguistiche, conoscere nuovi amici, diventare più indipendenti, aumentare la nostra capacità di adattamento, viaggiare e aprire la mente: ci hanno resi LIBERI.
A comprovare tutto ciò, proprio in questi giorni, siamo stati confermati Scuola eTwinning 2026-2027, un traguardo importante che consolida il percorso dell'IC Alife di internazionalizzazione e innovazione didattica.
Tutti i ragazzi ringraziano con il cuore le professoresse della commissione Erasmus e la Dirigente scolastica dell'I.C. Alife per l'opportunità ricevuta e posso dirvi che, se mi chiedessero: «Vuoi partecipare a un nuovo viaggio Erasmus?», risponderei: «Quando? Ho già la valigia pronta!».
(Art. a cura della redazione PON INVIATI SPECIALI)